Cosa vedere e mangiare a Palermo

18 set

COSA VEDERE IN CITTA’

Palermo è una città arabo-normanna bellissima e ricchissima tanto che nel 2015, il centro storico è stato dichiarato patrimonio dell’Unesco, seguono i siti più importanti:

La Cattedrale

La Cattedrale di Palermo costituisce quasi un compendio perfetto della millenaria storia della città. Prima basilica paleocristiana; poi moschea, nell’ambito della lunga dominazione araba; infine nuovamente chiesa con i Normanni. Quanto allo stile, Ferdinando Fuga, architetto alla corte di Carlo di Borbone nella seconda metà del ‘700, impose all’edificio una decisa virata neo-classica ridimensionando di molto le precedenti impronte arabo-normanne, gotiche e barocche. Non tutto però è andato perduto. Tracce dei precedenti stili sono evidenti nell’abside maggiore (arabo-normanno), nel portale principale d’ingresso (gotico) e, ancora, nella cupola (barocco). Una miscellanea di stili che non lascia indifferenti, e a cui vanno ad aggiungersi le tombe reali, tra cui il sarcofago di Federico II e, soprattutto, la tomba di Santa Rosalia, patrona della città.

Orari Area monumentale (Tombe reali, Tesoro, Cripta)>> lunedì-sabato ore 9:30/17:30 >> domenica e festivi ore 8:00/13:00 e 16:00/19:00

Palazzo dei Normanni e Cappella Palatina

 È la più antica residenza reale d’Europa; è la sede dell’Assemblea Regionale Siciliana; è uno dei monumenti più visitati dell’isola; è, infine, il palazzo dove si trova la meravigliosa Cappella Palatina. Quest’ultima, intitolata a San Pietro apostolo, fu costruita nel 1130 per volere di Ruggero II di Sicilia. Si tratta di una basilica a tre navate celebre per i mosaici bizantini che la affrescano. Il più grande e famoso di tutti è il “Cristo pantocratore”, motivo decorativo presente anche nella chiesa della Martorana. Molto bello pure il soffitto in legno recante incisioni e intagli che rimandano alla lunga dominazione araba della città. Non a caso, la Cappella Palatina, insieme alle cattedrale cittadina, e alle altre due di Cefalù e Monreale, da luglio 2015 è sotto tutela dell’Unesco. Due gli ingressi per il Palazzo dei Normanni. Il principale, riservato alle pubbliche autorità, è in Piazza del Parlamento; quello turistico, invece, è su Piazza Indipendenza.

>> Lunedì al Sabato ore 8.15/17.40  >> Domenica e festivi ore 8.15/13.00

Chiesa della Martorana

Costruita nel 1143 dall’ammiraglio Giorgio d’Antiochia, fedele servitore del re normanno Ruggero II, la chiesa della Martorana è una delle più affascinanti chiese bizantine in Italia. C’è chi sostiene la più bella in assoluto, anche per via del contrasto tra lo stile arabo-normanno, motivo per cui è inserita nei beni tutelati dall’Unesco, e le successive aggiunte barocche del ‘600. Nel 1433 Alfonso d’Aragona cedette la chiesa al vicino monastero benedettino fondato dalla nobildonna Eloisa Martorana. Da qui il nome della chiesa, riferimento spirituale della numerosa colonia italo-albanese riparata in Sicilia tra XIII e XIV secolo per sfuggire alla pirateria turca. La chiesa fa parte dei beni dell’Eparchia di Piana degli Albanesi e pur essendo soggetta alla Santa Sede segue il calendario liturgico ortodosso. Le decorazioni musive all’interno sono il punto forte dell’edificio. Su tutte, il Cristo pantocratore” sulla sommità della cupola. Una raffigurazione tipica dell’arte bizantina, con il Cristo benedicente circondato da quattro angeli prostrati in adorazione ai suoi piedi.

Orari:
>> lunedì-sabato ore 08:00/13:00 e 15:30/19:00 >> domenica e festivi ore 08:30/09:45 e 11:45/13:00

Fontana Pretoria

Al centro dell’omonima piazza, di fronte il palazzo comunale, c’è la “Fontana Pretoria” o, come la chiamano i palermitani, la “Fontana della Vergogna” per via della nudità delle statue tutte attorno (altri sostengono che il riferimento sia invece alla corruzione delle classi dirigenti locali del XVIII e XIX secolo). Si torva nel quartiere Kalsa, da un punto di vista storico-culturale, probabilmente il più importante dei 4 rioni in cui è suddiviso il centro storico cittadino. La storia della Fontana Pretoria è piuttosto singolare, dal momento che era destinata ad abbellire un giardino di Firenze, per la precisione il giardino di Don Luigi di Toledo che aveva commissionato all’architetto Francesco Camillani la realizzazione dell’opera. Opera terminata nel 1554 e però, nel 1573 venduta al Senato di Palermo – si dice – per far fronte ai debiti accumulati dalla nobile famiglia spagnola. Il trasporto da Firenze a Palermo fu abbastanza complicato. Alcuni pezzi rimasero a Firenze; altri si danneggiarono lungo il tragitto. A occuparsi della reinstallazione della fontana (per farvi spazio fu decretato l’abbattimento di alcune abitazioni) Camillo Camillani, figlio dell’artista fiorentino che l’aveva progettata per primo. Per quanto riguarda la struttura, la fontana poggia su un base ovale, circondata da una balaustra che contiene le altre vasche: tre posizionate in modo concentrico una sull’altra, seguite da un’altra serie di dimensioni più piccole. Quanto alle statue, rappresentano divinità e figure mitologiche (Ercole, Venere, Apollo, Bacco, Diana, Adone ecc.). A cavallo tra gli anni ’90 e i ’00 una lunga e complessa fase di restauro ha restituito splendore alla Fontana Pretoria, garantendo nuovamente, dopo anni, la circolazione dell’acqua.

>> Sito all’aperto, sempre visitabile

Quattro Canti

I cosiddetti quattro Canti, situati in piazza Villena, rappresentano il centro della Palermo barocca. La sua struttura, perfettamente ottagonale, è formata dall’alternanza di strade (Via Vittorio Emanuele e via Maqueda) e quinte architettoniche.
Le facciate che formano la piazza, durante le ore del giorno, risultano sempre illuminate almeno da un lato, ed è per questo che sono anche conosciute con il nome di “Teatro del Sole”. Le statue presenti nella piazza sono state collocate da Mariano Smiriglio, ingegnere del Senato palermitano, a partire dal 1617 e rappresentano i fiumi di Palermo (Oreto, Kemonia, Pannaria e Papireto), l’allegoria delle stagioni, i regnanti storici della città e le sante patrone palermitane.
Il cantone sud, appartenente al quartiere dell’Albergheria, è adornato da una statua di Venere (la primavera), Carlo V, Santa Cristina.
Il cantone nord, appartenente al quartiere La Loggia, è adornato da una statua di Bacco (l’autunno), Filippo IV e Sant’Oliva.
Il cantone ovest, appartenente al quartiere del Capo, è adornato con la statua di Cerere (estate), Filippo II e Santa Ninfa.
Il cantone est, appartenente al quartiere della Kalsa, è adornato con la statua di Eolo (inverno), Filippo III e Sant’Agata.
Santa Rosalia, che diventò patrona di Palermo nel 1623, non trova posto all’interno della piazza, ma una sua statua è situata sulla cima del Palazzo delle Aquile nell’adiacente piazza Pretoria. La statua di Carlo V, situata a piazza Bologni, era originariamente destinata a stare al centro di questa piazza. Negli anni successivi alla sua costruzione, la piazza fu anche teatro di alcune esecuzioni pubbliche, con i corpi che talvolta venivano lasciati appesi alle forche per giorni come monito alla popolazione.

>> Sito all’aperto, sempre visitabile

Teatro Massimo

Progettato dall’architetto Giovanni Battista Basile, il Teatro Massimo è il principale teatro lirico della città di Palermo, oltre che il terzo teatro più grande d’Europa, dopo l’Opéra National di Parigi e la Staatsoper di Vienna. Di gusto neoclassico-eclettico, sorge sulle aree di risulta della chiesa delle Stimmate e del monastero di San Giuliano che vennero demoliti alla fine dell’Ottocento per fare spazio alla grandiosa costruzioneLa simmetria compositiva attorno all’asse dell’ingresso, la ripetizione costante degli elementi, come colonne e finestre ad archi, la decorazione rigorosamente composta, definiscono una struttura spaziale semplice ed una volumetria chiara, armonica e geometrica, d’ispirazione greca e romana. I riferimenti formali di quest’edificio sono, oltre che nei teatri antichi, anche nelle costruzioni religiose e pubbliche romane quali il tempio, la basilica civile e le terme soprattutto nello sviluppo planimetrico dei volumi e nella copertura.
Sul frontone della facciata si può leggere il motto: “L’arte rinnova i popoli e ne rivela la vita. Vano delle scene il diletto ove non miri a preparar l’avvenire”.
L’esterno del teatro, seguendo la moda dell’attualizzazione delle architetture antiche, presenta un pronao corinzio esastilo elevato su una monumentale scalinata ai lati della quale sono posti due leoni bronzei con le allegorie della Tragedia dello scultore Benedetto Civiletti e della Lirica dello scultore Maestro Mario Rutelli, figlio dello stesso Architetto Giovanni; in alto l’edificio è sovrastato da un’enorme cupola emisferica. L’ossatura della cupola è una struttura metallica reticolare che s’appoggia ad un sistema di rulli a consentirne gli spostamenti dovuti alle variazioni di temperatura.
Impegnato nella promozione della musica classica nel territorio, il Teatro è arricchito dall’attività di associazioni nate allo scopo di promuovere la presenza al teatro e la conoscenza della cultura classica, quali l’Associazione Amici del Teatro Massimo e Giovani del Teatro Massimo.

>>  tutti i giorni dalle 9:00 alle 17:30

L’Orto Botanico

E’ la maggiore struttura didattico-scientifica della città e rappresenta il nucleo storico attorno al quale la botanica accademica si è sviluppata a partire dal 1785, anno in cui l’Orto Botanico è stato fondato per merito del viceré Caracciolo in pieno spirito illuminista.
L’orto si trova nei pressi della Villa Giulia, e vi si accede da via Lincoln, al confine del quartiere Kalsa. L’area dell’Orto comprende più di dodicimila specie differenti di piante. Nel 1993 è stata istituita la banca del germoplasma, per la salvaguardia del patrimonio genetico della flora mediterranea.Gli edifici originari sono stati eretti nel decennio 1785-1795. L’architetto francese Leone Dufourny, archeologo e studioso dell’arte greca in Sicilia, contribuì ad organizzarne la configurazione generale e progettò l’edificio principale chiamato Ginnasio, destinato a contenere le aule per le lezioni, la biblioteca, l’alloggio del diretto e le aule per la conservazione degli esemplari vegetali.
Progettato in un’epoca in cui si cercava di recuperare l’eredità del gusto classico, presenta una strutturazione che si richiama ai templi della Sicilia greca. Le due sfingi dell’ingresso, risalenti al 1795, sono dello scultore palermitano Vitale Tuccio, mentre gli stucchi con fantasie vegetali del vestibolo sono di Gaspare Firriolo.
La cupola che copre l’aula centrale circolare contiene affreschi del pittore palermitano Giuseppe Velasco; mentre sono di Venanzio Marvuglia i due edifici laterali al Ginnasio. All’interno dell’Orto si trovano anche i resti della quattrocentesca chiesa di San Dionisio. Sede scientifica, didattica e naturale, L’Orto Botanico rappresenta un connubio tra storia, arte e natura all’interno del centro storico di Palermo.

>>  tutti i giorni dalle 9:00 alle 19:00

I mercati storici della città

La parola chiave è “abbannìare” espressione che rimanda ai richiami chiassosi dei venditori dei mercati di Palermo. Un linguaggio pubblicitario sui generis pieno di allusioni metafore,  funzionali alla vendita dei prodotti esposti. Una liturgia, insomma, che quotidianamente si ripete nei tre mercati più grandi della città: la “Vucciria”“Ballarò” e il “Capo”. Visitare questi luoghi è esercizio indispensabile per approfondire il “genius loci” del capoluogo siciliano in cui sono ancora evidenti le influenze della lunga dominazione araba. Tracce che rimandano ai termini utilizzati per attirare i compratori, ma anche alla capacità dei mercatari di accogliere gli extracomunitari che negli ultimi anni hanno aperto bottega a fianco le attività storiche. Insomma, il kebab con crocchè e arancine. In una parola: Mediterraneo.

Spiaggia di Mondello

Palermo è anche una città di mare. Una visita in città non può che contemplare una passeggiata a Mondello, la spiaggia dei palermitani. Sabbia bianca, mare cristallino, viali alberati, ville in stile liberty, ristoranti, bar, negozi, strutture ricettive e tutto quel che occorre a una moderna località turistica. Ci si arriva comodamente coi mezzi pubblici dal centro. Durante il periodo estivo Mondello è molto affollata, mentre in primavera, specie nei mesi di maggio e giugno, l’atmosfera è perfetta.

Cibo di strada

Non ci sono solo crocchè e arancine. Palermo è la capitale italiana dello street food, con tanto di evento dedicato nell’anno dell’Expo. Il panino con la milza (meusa), lo sfincione (focaccia morbida con pomodoro e caciocavallo), le budella di vitello (stigghiole), le schiacciatine fritte di farina di ceci (panelle) meritano di esser mangiate almeno una volta nella vita. Non è solo cibo. È molto di più. È cultura popolare da cui, volendo, si può risalire alla storia della città, alle influenze francesi, spagnole, arabe e al modo in cui si sono riversate poi nei piatti della tradizione.

La pasticceria

La pasticceria palermitana, secondo alcuni la più buona del mondo, merita di essere trattata a parte. Cannolicassatepasticcini alle mandorle, il gelo all’anguria, sono più che semplici sfizi. Al contrario, sono un pezzo di storia importante da cui è possibile ricostruire il “genius loci” palermitano. In città ci sono diverse pasticcerie di ottimo livello, e in rete non mancano liste e suggerimenti con le migliori. Meglio ancora, una volta in città, farsi consigliare da qualcuno del posto. Insomma, “eat local”, come dicono gli inglesi, perchè il cibo è cultura!

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